Comunicato stampa dell’Associazione degli Avvocati Romani circa la notizia diffusa dai media relativa alla presentazione di emendamenti tesi a re-introdurre l’obbligatorietà della mediazione

COMUNICATO STAMPA
Come a tutti gli operatori del diritto è noto, la Corte costituzionale, con avviso stampa dello scorso 24 ottobre, inserito anche sul sito istituzionale, ha annunciato di aver «dichiarato la illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28, nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione».

A seguito dell’avviso, la potente e agguerrita lobby della mediazione, totalmente disinteressata dei diritti dei cittadini tenta una carta disperata, provando ad utilizzare la legge cd. di “stabilità”, prossimamente calendarizzata nelle aule del Parlamento, ove sono già proposti – per il vero tra centinaia di altri sulle più svariate materie – tre emendamenti di parlamentari del PDL, del FLI e dell’UDC (almeno secondo le notizie diffuse dagli organi di stampa), volti a reintrodurre l’obbligatorietà della cd. mediaconciliazione.

Al di là di ogni più ovvia valutazione di merito – sul quale la nostra Associazione tanto tanto si è spesa in questi anni, tanto da essere tra i promotori dell’azione che ha portato la questione dinanzi alla Corte – tali emendamenti non possono che considerarsi irricevibili.

E’ da rilevare, tralasciando altre ovvie considerazioni, che, non essendo ancora disponibile la motivazione della decisione, non è dato di conoscere nei dettagli se la Corte si sia effettivamente limitata ai profili dell’eccesso di delega legislativa (sui quali è destinato comunque a influire il rispetto dei principi stabiliti in sede europea dalla direttiva n. 52/2008 del Parlamento e del Consiglio) o si sia spinta oltre, fino ad attingere quelli “materiali” e, in specie, la violazione dell’ art. 24 della Cost., attesi i legami “gordiani” e difficilmente scindibili tra i due aspetti, formale e sostanziale.

Una fuga in avanti del Legislatore comporterebbe, perciò, un vero vulnus preventivo (e certamente illegittimo) alla decisione attesa della Corte, con la conseguenza che, subito dopo, questa sarebbe chiamata a nuove e sicure pronunce sulla questione.

Tutto ciò non esime, inoltre, dal ricordare che, con osservazioni del 2 aprile 2012, la Commissione europea così ha invitato la Corte di giustizia, nella causa C-492/11, a concludere, sulla questione della legittimità europea della cd. “mediaconciliazione”: «la direttiva 2008/52/Ce, letta alla luce dell’ art. 47 Carta dei diritti fondamentali dell’ Unione europea, deve essere interpretata nel senso che … 2) osta ad una normativa nazionale quale quella oggetto della presente causa che assortisce il procedimento di mediazione di tipo obbligatorio di sanzioni economiche in grado di incidere sulla libertà delle parti di porre fine al procedimento di mediazione in qualsiasi momento e pertanto di limitare, in maniera sproporzionata, l’ esercizio del diritto di accesso al giudice… 4) che prevede una mediazione obbligatoria onerosa»

Chiediamo pertanto alle forze politiche presenti in Parlamento, che sostengono il Governo Monti, di non inserire questi emendamenti nel testo della legge cd. “di stabilità” e che vogliano rispettare le decisioni del Supremo Giudice delle Leggi. Nel contempo, chiediamo che sia evitata ai cittadini italiani l’umiliazione del ritorno ad una situazione di palese violazione dei loro diritti costituzionali.>>.

Associazione degli Avvocati Romani
La Segreteria organizzativa

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