Corso di alta formazione in Diritto del Lavoro “L’ispezione del lavoro: accertamento, sanzioni e mezzi di contrasto”

13-20-28 aprile e 4-11-19 maggio 2015
Aula Magna della Chiesa Valdese Roma – Via P. Cossa 40

Quante volte noi professionisti siamo stati chiamati all’improvviso, da clienti impauriti ed  impreparati, dinanzi ad  un inatteso accesso dell’Ispettorato del Lavoro o della Usl, senza neppure sapere quali siano i poteri ed i limiti di un controllo ispettivo , se esso verta in fase amministrativa o giudiziaria o, si converta, a seconda dei riscontri,dalla prima nella seconda fase e con  quali conseguenze ,in termini difensionali e di assistenza  per il soggetto verificato.
Eppure tali nozioni dovrebbero costituire patrimonio di qualsiasi professionista e di qualsiasi impresa che abbia a che fare con l’osservanza  delle norme sul lavoro.
In difetto, poi, di effettiva conoscenza dei mezzi di contrasto, sia in sede amministrativa che giudiziaria ,si rischia, professionalmente, di sbagliare le iniziative , cagionando seri danni ai propri assistiti.
L’esperienza ci ha mostrato, infatti, una drammatica proliferazione  di difese assolutamente inadeguate e prive di tecnicita’ in una materia che richiede, invece, approfondimenti ed esperienza non minori di quelli, ad esempio, necessitati dal diritto tributario.
Il potere di assumere informazioni da parte degli ispettori Asl e del Lavoro (che rivestono la funzione di ufficiali di polizia giudiziaria) consiste nell’acquisizione di notizie da testimoni o da altre persone che possono essere a conoscenza dei fatti o delle circostanze oggetto dell’accertamento (datori di lavoro, lavoratori, rappresentanti sindacali, ecc.).
Va ricordato, poi, che in caso di accertamento amministrativo (ovvero se non è accaduto un infortunio, o non si è verificata una malattia professionale,o un incendio, o non c’è stata una segnalazione di probabile reato, (nel qual caso si tratta di indagine preliminare nell’ambito del procedimento penale, e dunque un accertamento giudiziario) non si applicano le norme garantiste dettate dal codice di procedura penale in merito alla presenza del difensore (art. 350 c.p.p.).
Le dichiarazioni rilasciate dal datore di lavoro sono infatti finalizzate all’accertamento amministrativo, che può sfociare nell’acquisizione di notizie di reato senza necessariamente comportare la trasformazione degli atti amministrativi in indagini di polizia giudiziaria.
Per questo e’assolutamente consigliabile la presenza di un consulente   esperto qualora il responsabile del servizio prevenzione e protezione (RSPP) non possegga le necessarie competenze sulla materia oggetto dell’accertamento.
Per far fronte a tutto questo, l’Associazione degli Avvocati Romani si e’ fatta carico di organizzare un articolato corso che affrontera’ ogni profilo della materia ispettiva del lavoro e della sicurezza , chiamando alla docenza (ed e’ questo il valore aggiunto dei corsi) proprio i protagonisti di tali indagini ,ossia gli Ispettori del Lavoro ed i funzionari direttivi del Ministero del Lavoro, preposti al relativo contenzioso. Essi evidenzieranno, soprattutto dal loro punto di vista , quali siano le regole da osservare al fine di evitare o contenere eventuali conseguenze sanzionatorie  , che potrebbero comportare anche responsabilita’ di ordine penale, a carico dei soggetti verificati.

Svolgimento del corso: vedi locandina
Modulo di iscrizione per gli avvocati 
Modulo di iscrizione per i consulenti del lavoro

Associazione degli Avvocati Romani
La segreteria Organizzativa 

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