La mediazione obbligatoria – Udienza del 4.12.2013 al T.A.R. ROMA

Cari Colleghi, la nostra battaglia contro la mediazione obbligatoria non è terminata. Come ben noto, è stata reintrodotta con il famigerato Decreto del Fare del giugno scorso (si veda l’articolo su questo sito).
Il 4 dicembre scorso si è tenuta l’udienza innanzi al TAR relativa al medesimo giudizio in cui fu emessa l’ordinanza di remissione (ordinanza) alla Corte Costituzionale (che poi pronunziò l’incostituzionalità per eccesso di delega).
Questa udienza si presentava molto importante perchè si sarebbero dovuto discutere nel merito i ricorsi con l’ovvia considerazione degli altri motivi di remissione alla Corte Costituzionale di cui alla precedente ordinanza e di tutte le altre questioni.
Tuttavia, in precedenza, molte delle parri ricorrenti ed in primo luogo l’OUA avevano presentato motivi aggiunti chiedendo l’annullamento previa sospensione del “regolamento” cioè del D.M. 180/2012 nonchè la remissione alla Corte Costituzionale, come detto, per gli altri motivi non esaminati perchè assorbiti dalla precedente pronunzia (motivi aggiunti OUA). Hanno depositato memorie anche l’unione delle camere civili (motivi aggiunti camere civili) e la nostra Associazione ad adiuvandum (memoria AAR).
Interessante leggere anche la memoria dell’Avvocatura in difesa della mediazione obbligatoria perchè nell’elaborato fa trasparire i veri motivi sottesi alla normativa de quo (memoria avvocatura) e fa capire le ragioni dell’insistenza nel riproporla forzando il sistema.
Dopo sette giorni, il TAR ha emesso l’ordinanza (vedi ordinanza) che rigetta l’istanza di sospensiva ed ha rimesso a nuova udienza (da fissare) la discussione del merito.
Il TAR nell’ordinanza rigetta la misura cautelare richiesta esclusivamente sotto il profilo del periculum, ma fa comprendere che l’accoglimento del ricorso nel merito sia più che possibile, facendo anche rilevare l’assoluta attualità delle altre questioni di costituzionalità non esaminate dalla Corte perchè assorbite pregiudizialmente dalla prima pronuncia di incostituzionalità per eccesso di delega.
Ad maiora
Avv. Fabrizio Bruni
(direttore del comitato scientifico dell’Associazione degli Avvocati Romani

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