L’Associazione degli Avvocati Romani oppone un fermo no alle proposte di reintroduzione di qualsiasi forma di tutela obbligatoria pre-giudiziale dei diritti dei cittadini garantiti dalla Costituzione

Cari Colleghi,
subito dopo la ormai celeberrima pronunzia della Corte Costituzionale che ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 5 del D.lvo 28/2010, si sono ascoltate richieste di reintroduzione dell’obbligatorietà della mediazione, giustificate (dai richiedenti) solo con la circostanza che l’incostituzionalità è stata dichiarata per eccesso di delega, fingendo di dimenticare che l’accoglimento di questo rilievo ha ovviamente assorbito tutte le altre fondate questioni sollevate dal TAR in accoglimento del ricorso dell’OUA e dell’Associazione degli Avvocati Romani.
Inutile qui ripetere concetti ben chiari e comunque facilmente individuabili scorrendo sul nostro sito gli articoli e la copiosa documentazione presente al riguardo (atti, sentenze,etc..)
Ora, sembra che sia proprio dal Governo che provengano indicazioni circa l’ipotesi di reintrodurre una norma che renda, di nuovo, obbligatorio il ricorso a forme di giustizia “privata”.
Perchè questa insistenza a far rivivere chi è morto in punto di diritto (Corte Costituzionale la quale, non dimentichiamolo, nella sua sentenza ha fatto riferimento al diritto europeo per rendere non giustificabile l’obbligatorietà) ma anche in punto di fatto, essendosi rivelata, la mediazione obbligatoria, pressoché fallimentare per la soluzione delle controversie? Tutte le sezioni dei Tribunali interessate avevano avuto un ovvio calo delle iscrizioni a ruolo, ma si attendeva a brevissimo il ritorno della situazione preesistente, non appena decorso il breve periodo necessario per l’esperimento dell’incostituzionale mezzo.
Cui prodest?
L’Associazione degli Avvocati Romani intende partecipare alla discussione per tentare di far comprendere alla politica che i diritti costituzionali dei cittadini (come l’accesso alla Giustizia per la tutela dei medesimi) devono essere prevalenti, ma è pronta a continuare la sua battaglia, Etica e Giuridica.
Un caro saluto.
Fabrizio Bruni
Direttore del Comitato Scientifico

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