L’Avvocatura rifiuta di incontrare il Ministro Cancellieri delegittimato dalle dichiarazioni ufficiali rilasciate alla stampa e dalla performance “fuori onda”

L’Avvocatura, riunita con i suoi massimi esponenti, ha rifiutato di incontrare il Ministro Cancellieri.
Non v’è dubbio che le opinioni espresse nel “fuori onda” ascoltato da tutti i cittadini e, successivamente, le dichiarazioni rilasciate ai giornali con le quali si ripropone il solito ritornello (le lobbies frenerebbero le riforme) rendessero inutile un incontro con un rappresentante del Governo palesemente e pregiudizialmente ostile ai cittadini che pretenderebbe di amministrare.
Si tratta di una vera e propria campagna mediatica che sembra avere lo scopo di deresponsibilizzare la politica, inefficiente e inconcludente, attribuendo agli Avvocati non si sa quali colpe se non quelle di mettere in evidenza i tremendi errori (o il disegno) di un legislatore che sta causando una potente diminuzione degli strumenti di tutela dei diritti dei cittadini.
In tutte le democrazie il primo segno di una deriva autoritaria è l’attacco della politica all’Avvocatura. Lo abbiamo di recente potuto constatare in Turchia.
E’ il momento di dire basta! Se il Ministro della Giustizia ha questa opinione dell’Avvocatura si deve dimettere per la gravissima responsabilità politica derivante dalle sue affermazioni.
Le leggi di uno Stato civile sulla Giustizia devono favorire l’attuazione dei diritti dei cittadini, non diventare uno strumento per fare cassa per il bilancio dello Stato.
Fabrizio Bruni
Direttore del Comitato Scientifico dell’Associazione degli Avvocati Romani

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