Da oggi non si dovrebbe presentare l’istanza di mediazione per alcun tipo di giudizio. (al riguardo si precisa di aver ricevuto le comunicazioni di stimati Colleghi che mi fanno rilevare la loro opinione circa l’interpretazione dell’ordinanza del Consiglio di Stato, nel senso che il provvedimento non avrebbe sospeso l’obbligatorietà pur essendo chiesta nel ricorso in appello la riforma dell’ordinanza del TAR che aveva rigettato la sospensiva).
Il Consiglio di Stato sospende la mediazione “obbligatoria” ed ordina al TAR la sollecita fissazione dell’udienza di merito. Chiediamo al legislatore di dimenticare uno strumento concepito in modo errato con l’introduzione di un adempimento coattivo a favore della giustizia delegata a soggetti privati (articolo del Sole24ore) (Guida al Diritto)
Di seguito le conclusioni del ricorso in appello (cautelare) dell’O.U.A:
SI CHIEDE La riforma dell’ordinanza del TAR per il Lazio n. 4872/2013 depositata il 10 dicembre 2013 e per l’ effetto: -annullamento, previa sospensione, del decreto del Ministro di Giustizia adottato di concerto con il Ministro per 10 Sviluppo economico n; 180 del 18 ottobre 2010, pubblicato sulla GU n. 258 del 4 novembre 2010, avente ad oggetto “regolamento recante la determinazione dei criteri e delle modalita di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei formatori per la mediazione, nonche I’approvazione delle indennita spettanti agli organismi, ai sensi dell ‘art. 16 del Decreto Legislativo n. 28 del 2010”.
-Dichiarazione della non manifesta infondatezza della questione di legittimita costituzionale dell’art. 5 del DIgs n. 28 del 4 marzo 2010 (come modificato dall’art.84 del decreto legge 21 giugno 2013 n. 79 convertito in L. 9 agosto 2013 n. 98), in riferimento agli artt. 77 e 24 della Costituzione e per l’effetto sospensione del presente processo e rinvio alIa Corte CostituzionaIe..
Si allega il testo dell’ordinanza 607/2014 e si ringraziano i Colleghi Giampiero Amorelli e Dorodea Ciano costituiti per l’Associazione degli Avvocati Romani e l’Avv. Mariagrazia Romeo costituita con l’Avv. Giorgio Orsoni per l’O.U.A. per la puntuale collaborazione e informazione in tutte le fasi del procedimento. Naturalmente. appuntamento al T.A.R. per quella che improvvidi commentatori hanno definito “una battaglia di retroguardia” senza comprendere che è il momento di lottare anche in trincea, senza mollare neppure su una singola posizione.
Un caro saluto
Avv. Fabrizio Bruni

Cari Colleghi, la nostra battaglia contro la mediazione obbligatoria non è terminata. Come ben noto, è stata reintrodotta con il famigerato Decreto del Fare del giugno scorso (si veda l’articolo su questo sito).
Il 4 dicembre scorso si è tenuta l’udienza innanzi al TAR relativa al medesimo giudizio in cui fu emessa l’ordinanza di remissione (ordinanza) alla Corte Costituzionale (che poi pronunziò l’incostituzionalità per eccesso di delega).
Questa udienza si presentava molto importante perchè si sarebbero dovuto discutere nel merito i ricorsi con l’ovvia considerazione degli altri motivi di remissione alla Corte Costituzionale di cui alla precedente ordinanza e di tutte le altre questioni.
Tuttavia, in precedenza, molte delle parri ricorrenti ed in primo luogo l’OUA avevano presentato motivi aggiunti chiedendo l’annullamento previa sospensione del “regolamento” cioè del D.M. 180/2012 nonchè la remissione alla Corte Costituzionale, come detto, per gli altri motivi non esaminati perchè assorbiti dalla precedente pronunzia (motivi aggiunti OUA). Hanno depositato memorie anche l’unione delle camere civili (motivi aggiunti camere civili) e la nostra Associazione ad adiuvandum (memoria AAR).
Interessante leggere anche la memoria dell’Avvocatura in difesa della mediazione obbligatoria perchè nell’elaborato fa trasparire i veri motivi sottesi alla normativa de quo (memoria avvocatura) e fa capire le ragioni dell’insistenza nel riproporla forzando il sistema.
Dopo sette giorni, il TAR ha emesso l’ordinanza (vedi ordinanza) che rigetta l’istanza di sospensiva ed ha rimesso a nuova udienza (da fissare) la discussione del merito.
Il TAR nell’ordinanza rigetta la misura cautelare richiesta esclusivamente sotto il profilo del periculum, ma fa comprendere che l’accoglimento del ricorso nel merito sia più che possibile, facendo anche rilevare l’assoluta attualità delle altre questioni di costituzionalità non esaminate dalla Corte perchè assorbite pregiudizialmente dalla prima pronuncia di incostituzionalità per eccesso di delega.
Ad maiora
Avv. Fabrizio Bruni
(direttore del comitato scientifico dell’Associazione degli Avvocati Romani

Cari Colleghi,
ho l’onore e il piacere di comunicare che la prestigiosa iniziativa scientifica dell’Associazione degli Avvocati Romani, nata da un’idea e dalla fatica del suo direttore scientifico, Avv. Fabrizio Bruni, resa possibile dai suoi Autori, dall’impegno e dalla dedizione del proprio Comitato Scientifico, nonché dalla  partnership insostituibile della G. Giappichelli Editore che ha messo a disposizione la propria alta organizzazione scientifica e tecnica, prosegue con la pubblicazione del terzo numerorealizzato dall’Avv. Elio Leonetti, dal titolo: “Accesso agli atti nel settore dei contratti pubblici
Si tratta di una collana di opere in formato epub, creato da prestigiosi autori associati, professori universitari, magistrati, avvocati e professionisti del diritto che hanno voluto onorare la nostra Associazione della loro collaborazione al fine di fornire uno strumento di agevole consultazione a costi contenuti per favorire la conoscenza delle materie
E’ possibile visionare la collana sulla barra laterale della home page del sito della G. Giappichelli Editore o collegarsi direttamente alla pagina interna (vai al link)
La nostra crescita e l’affermazione della alta qualità che siamo in grado di offrire ci dà molta forza anche per le battaglie a favore di tutta l’Avvocatura.
Grazie a tutti.

Avv. Silvia Corso
Il Presidente

L’Avvocatura, riunita con i suoi massimi esponenti, ha rifiutato di incontrare il Ministro Cancellieri.
Non v’è dubbio che le opinioni espresse nel “fuori onda” ascoltato da tutti i cittadini e, successivamente, le dichiarazioni rilasciate ai giornali con le quali si ripropone il solito ritornello (le lobbies frenerebbero le riforme) rendessero inutile un incontro con un rappresentante del Governo palesemente e pregiudizialmente ostile ai cittadini che pretenderebbe di amministrare.
Si tratta di una vera e propria campagna mediatica che sembra avere lo scopo di deresponsibilizzare la politica, inefficiente e inconcludente, attribuendo agli Avvocati non si sa quali colpe se non quelle di mettere in evidenza i tremendi errori (o il disegno) di un legislatore che sta causando una potente diminuzione degli strumenti di tutela dei diritti dei cittadini.
In tutte le democrazie il primo segno di una deriva autoritaria è l’attacco della politica all’Avvocatura. Lo abbiamo di recente potuto constatare in Turchia.
E’ il momento di dire basta! Se il Ministro della Giustizia ha questa opinione dell’Avvocatura si deve dimettere per la gravissima responsabilità politica derivante dalle sue affermazioni.
Le leggi di uno Stato civile sulla Giustizia devono favorire l’attuazione dei diritti dei cittadini, non diventare uno strumento per fare cassa per il bilancio dello Stato.
Fabrizio Bruni
Direttore del Comitato Scientifico dell’Associazione degli Avvocati Romani